Steve Irwin, "the crocodile hunter", è morto come era vissuto: immerso nella natura e a stretto contatto con i suoi adorati animali (è stato punto dall'aculeo mortale di una razza durante le riprese per un video).
Aveva 44 anni e una bellissima bimba.
E' un giorno triste, perché la natura ha perso uno dei suoi più grandi estimatori.
Ma anche se non famosi in tutto il mondo, ci sono molti altri naturalisti e amanti della natura che proseguono degnamente quella passione che ha animato fino all'ultimo Steve, anche senza quella tendenza per me spesso un po' eccessiva alla "spettacolarizzazione".
(Il mio motto è: "Niente show, siamo naturalisti").
Al convegno degli esperti di coccodrilli in Francia ho conosciuto persone straordinarie, che in sordina lottano ogni giorno non solo per salvare i coccodrilli e il loro habitat, ma anche per dare la possibilità alle popolazioni locali di vivere conservando il proprio straordinario ambiente, di essere fautori del proprio sviluppo capendo cosa c'è in gioco e decidendo liberamente del proprio futuro.
Queste persone sono ricercatori ammirevoli, che ben pochi conoscono ma che svolgono il proprio mestiere con devozione e passione.
Ce ne sono ancora molti, per fortuna.
Io sono convinta che una persona non è realmente morta, finché il suo spirito e le sue idee continuano ad animare l'opera di altre persone.
E la passione per la natura di Steve continua a vivere e continuerà a farlo, sempre di più.
Ciao Steve.